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Sant'Isidoro Maria Pia Castelli 2015

Mi ricordo a Tel Aviv di Habima Square, non tanto per il museo di arte contemporanea, o per "l'elevazione", i tre cerchi di metallo che sembra sempre stiano per cadere, e nemmeno per quel giardino formato da quattro aiuole con sabbia, cactus 🌵, prati e infine fiori che simboleggiano l'evoluzione di Israele. Quel che non dimentico di Habima Square è la musica classica che si sente in tutta la piazza, così elegante che riesce a trasportati nel tuo mondo felice, lontano dai conflitti che ci sono tra i due stati di confine. Poco più in là, sul lungomare, un'altra particolarità: la spiaggia dei religiosi, gli ebrei ortodossi, confina con gli ombrelloni arcobaleno della comunità LGBT. Israele si sa, è terra di contrasti.

Non credo che Maria Pia Castelli si sia ispirata ad Habina Square o al lungomare di Tel Aviv, sono convinto però che anche lei sia attratta dai contrasti e dalle melodie inaspettate, perché è quello che sento nel Sant'Isidoro. È un falso rosso o un falso rosato? Ha 14 gradi ma ha una beva incredibile, attira con l'entrata in bocca morbida, quasi a vedere gli ombrelloni arcobaleno sulla spiaggia e ti strega con la chiusura rigida e freschissima quasi ortodossa, che lascia la bocca pulita.

Sant'isidoro Maria Pia Castelli
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