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De. Vi Aglianico del Taburno

Ammettiamolo, il popolo degli appassionati di vino non ha mezze misure. O il vino ti piace, e sì, lo ordini al ristorante facendo finta di conoscere una cantina per fare bella figura con i commensali, ma ti fermi lì; oppure diventi un vero e proprio geek: vuoi sapere se l'uva è raccolta a mano, quanto è la resa per ettaro, il terreno è granitico o argilloso? No perché ne risente la finezza! Ma sapere se in mezzo ai filari vengono coltivate le lenticchie è di vitale importanza? Si, per un geek si.

Scommetto che tutti noi geek almeno una volta abbiamo pensato di farci il nostro vino; Se qualche produttore mi prestasse la cantina, farei un ottimo nebbiolo! Udite, udite, in Australia hanno aperto una Custom Crush Facility, mettono a disposizione di chiunque: le pigiadiraspatrici, i fermentini e le botti per l'affinamento. Insieme a tutti i macchinari che occorrono al cantiniere modello.

Geek italiani radunatevi, c'è già una nave pronta per portarci in Australia. Una nave perché così possiamo portare la nostra uva, accuratamente selezionata. E poi mi hanno sempre detto che non è la destinazione ma il viaggio quello che conta.

Sulla nave saremo in tanti, ci saranno migliaia di idee di nuovi blend di vini. O magari vini in purezza, ma fatti bene, magari con la barrique al posto del tonneaux. Io sono un geek competitivo e mi porto avanti studiando un vino che porterò come benchmark. L'aglianico del Taburno di De.vi, è proprio un Aglianico fatto bene, solo acciaio per esaltare l'uva. Al naso escono il lampone e il mirtillo è leggermente vinoso, in bocca è compatto, tannini setosi e finale amarognolo.

SI ho deciso, parto da questo. E che vinca il migliore alla Custom Crush Facility!

De.vi Aglianico
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