Lo stanzone del mercoledì è al primo piano, le finestre aperte e le pareti gialle. Tavoli rettangolari disposti a file quasi fossimo di nuovo a scuola.

Ogni mercoledì ci fanno riunire qui.

Seduto, con il camice bianco, non capisco perché questa gente si stia agitando così.
Tutto intorno le persone si alzano, sbraitano, alla mia destra una ragazza con i capelli rossi contorce il viso in una smorfia e noto che gli occhi le si riempiono di odio.

E' una gara a chi insulta più forte lo schermo che trasmette le immagini dei prigionieri, sconfitti durante la battaglia contro l'Eurasia.

I dottori del centro dicono che questa sia la nuova tecnica per sfogare la propria rabbia, i tuoi problemi vengono cosi dimenticati e l'unico pensiero è il nemico alla televisione. Da sempre noi siamo stati alleati con l'Estasia ed in guerra con l'Eurasia ed è giusto che li odiamo.

Si può gridare, lanciare, rompere, sbattere sui tavoli. A me hanno dato una bottiglia di 'nfrascato, uva moscato e ottonese, tra un respiro di mela cotogna e uno più vegetale, quasi mi sembra di scorgere un fiore che è stanco dell'estate e si sta andando a riposare. In bocca è allo stesso modo pieno e beverino, sù! un altro goccio! meglio berla che tirare la bottiglia contro il nemico. Intanto, mi sale un dubbio tremendo, ma l'anno scorso non eravamo in guerra con Estasia invece? Bah, mi ricorderò male, forse è per questo che sono qui.