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Schiopettino Casella 2013

In Francia sta per finire il burro. L'aumento della domanda mondiale e la diminuzione nella produzione del latte ne sono la causa. Scenari post apocalittici si presentano oggi agli occhi dei francesi disperati. Gli scaffali dei supermercati dedicati al burro sono vuoti e solo un timido cartellino prova a rincuorare i malcapitati: margarina in sconto due scaffali più in la.

Le boulangerie iniziano a sostituire i croissant con i bagels e lo yogurt con cereali e frutta. Si giustificano, l'America ci insegna ad iniziare la giornata in maniera più sana. Lo dice anche Michelle Obama. E' solo un sussurro perché neanche loro ci credono.
Il panico è generale, tanto che anche il ministro dell'agricultura francese ha affrontato la questione in parlamento, lanciando l'hashtag #beurregate.
Per natale sono previsti francesi-zombie che devastano le città, si trascinano in direzione delle campagne alla ricerca dell'ultima mucca in grado di produrre quel meraviglioso mattoncino bianco/giallastro.
Insomma la faccenda è seria, a Montmartre al Cafe Marlette tutti sono preoccupati tranne Lino, laggiù davanti alla sua tartare e Schioppettino Casella 2013. Lui insieme agli agricoltori di Prepotto ha salvaguardato lo Schioppettino e ora si gusta i piccoli frutti rossi e pepe nero che salgono al naso. E' ancora giovane, in bocca è fresco e mantiene la speziatura. Lino è tranquillo, vive anche senza burro ma gli dispiace per i francesi perché sa che le tradizioni sono importanti e le rispetta come ha rispettato il suo Schioppettino giù nei colli friulani.

Schiopettino
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