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Secondo me Roberto Ferraro

Le connessioni nascoste, quei legami che non ti aspetti. Quasi dei piccoli segnali laser che scorrono veloce impazziti ma se ci guardi bene hanno un percorso ben definito.
Che cosa unisce Bruno Pizzul, 64 caselle, Bobby fisher e la guerra fredda?
Innanzitutto, farei meglio a contestualizzare. Bobby Fisher è stato uno dei più grandi giocatori di scacchi. Un americano geniale, ma anche matto, estremamente paranoico. Uno di quelli che durante la finale mondiale di scacchi ha fatto interrompere la sfida per smontare la sua sedia di gioco. Aveva paura che ci fossero delle cimici e che lo stessero spiando. La finale per diventare il campione del mondo fu definita il match del secolo ed il suo avversario era un russo, Boris Spassky l'allora campione del mondo. Idealmente quella gara rappresentava lo scontro tra le due superpotenze, era il 1972, a luglio ed eravamo nel pieno della guerra fredda. La finale, come tutte le partite a scacchi si svolge al meglio delle 24 partite. Tutto il mondo incollato alla televisione e Bobby commette un errore madornale, inaspettato in una partita di professionisti. Perde la prima partita e dice che il pubblico, le telecamere, i brusii lo deconcentrano. Deve sparire tutto. L'organizzazione non asseconda le sue richieste e lui non si presenta alla seconda partita. Persa a tavolino. Sono le parole di Bruno Pizzul che accompagnano queste scene mitologiche. Altro che partite di calcio, gli scacchi sì che sono emozionanti. Spassky più interessato al confronto con Bobby che alla vittoria in sé, decide di seguire lo sfidante nei suoi deliri e acconsente a giocare in una stanza chiusa senza nessuno e con solo una telecamera. Il match del secolo porta la corona sulla testa di Bobby Fisher che in quelle 64 caselle bianche e nere vede un rifugio alle sue intransigenze e ossessioni ed entra cosi nella storia. Anche Roberto Ferraro è attratto dai legami nascosti, lui non ha scomodato Bruno Pizzul però, che peraltro ama i vini friulani. Ma il Grignolino, che ha vinificato in bianco e lo Chardonnay che ha vinificato in rosso. Ci ha fatto un metodo classico pas dosé dopo 12 ore di macerazione sulle bucce. Così, ci regala il metodo classico Secondo Me.

Secondo me Roberto Ferraro
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